Apertura alle visite: dal lunedi alla domenica dalle 8:30 alle 19:30

Il monastero e le sue origini

La storia del Monastero di San Giovanni Evangelista

Ripercorre le vicende del monachesimo femminile di Terra d’Otranto consente oggi di tratteggiare il ruolo dinamico della spiritualità monastica che muove lo sguardo da quello più Sud, il Monastero benedettino di San Giovanni Evangelista. In questa prima sala sono presenti alcuni significativi edizioni della Regola benedettina che anima l’intero percorso museale. Nell’ esposizione scopriamo l’originario anello di congiunzione fra il conte normanno Accordo e il cenobio stesso, da lui fatto edificare nell’anno 1133. Sono riportati anche i documenti di fondazione che le tradizioni orali e quelle leggendarie che sfuggono a qualsivoglia verifica storica ma che possono ugualmente affascinare il visitatore con la loro patina di mistero.

La fondazione del complesso monastico

A Lecce, come nelle altre città del Mezzogiorno, l’arrivo dei normanni (1058) diede il via a un fervido rinnovamento costruttivo e alla riqualificazione dell’impianto urbano. In questo scenario si colloca il monastero benedettino femminile di San Giovanni Evangelista, fatto costruire a proprie spese (e riccamente dotato) da Accardo II, signore di Lecce, prima del 1133 e assoggettato alla diretta dipendenza di Papa Anacleto II.

L’area occupata dal Monastero, la cui costruzione e decorazione dovette implicare vaste risorse finanziarie e l’impiego di maestranze specializzate, insisteva a nord della città, all’interno e all’esterno dalle mura urbiche. Nel corso del XII secolo fu oggetto di particolari cure da parte della famiglia comitale normanna, soprattutto di Tancredi d’Altavilla, conte di Lecce (1149) e ultimo re normanno di Sicilia (1190-1194).  

Il Monastero di San Giovanni Evangelista svolse un ruolo di primo piano fra le istituzione monastiche leccesi. Chiesa e Monastero furono riedificati nel XVII e nel XVIII secolo; della fabbrica medievale si conservano pochi elementi decorativi scolpiti sulla base della torre campanaria: ci si riferisce a una fitta trama di archeggiature pensili da leggere tutto d’un fiato con quella delle chiese dei Ss. Niccolò e Cataldo e Santa Maria di Cerrate, altre importanti costruzioni romaniche fondate o riqualificate al tempo di Tancredi.


 

Gli Altavilla              

Famiglia normanna di piccoli feudatari di Hauteville-le-Guichard (dipartimento della Manica), fu originata da Tancredi conte di Hauteville, i cui figli, Roberto detto il Guiscardo (temerario) e Ruggero, valorosi, avidi e senza scrupoli intrapresero nel 1061 la conquista e l'unificazione politica dell'Italia Meridionale, fino a quel momento in mano a longobardi, Bizantini (Calabria e Puglia) e arabi (Sicilia). L'unificazione fu conclusa nel 1130 da Ruggero II, che unì al proprio dominio tutti i feudi normanni del Mezzogiorno, costituendo il Regno di Sicilia. A Ruggero II successero Guglielmo I il Malo, Guglielmo II il Buono e, morto questi senza eredi diretti (1189), Tancredi (conte di Lecce). Alla morte di Tancredi (1194), il secondogenito di questi, Guglielmo III, dovette contrapporsi alle legittime aspirazioni di Enrico VI di Svevia il quale, sposando Costanza d’Altavilla (figlia di Ruggero II), ambiva alla successione al trono. Con Guglielmo III, morto prigioniero in Germania (1198), si chiudeva l’epopea di una dinastia che nel periodo del suo massimo splendore fu una delle più potenti d'Europa; l'Italia meridionale e la Sicilia passavano agli Hohenstaufen e al futuro Federico II, ma nelle vene del puer apuliae scorreva ancora il sangue normanno degli Altavilla.


I benefattori del Monastero:

Accardo II

Figlio di Goffredo II Altavilla successe al padre intorno al 1120, divenendo quarto conte di Lecce. Sua figlia Emma, sposa del principe di Sicilia Ruggero di Puglia (figlio del re Ruggero II di Sicilia), concepì un figlio naturale, Tancredi, che fu poi re di Sicilia.

Tancredi

Tancredi, figlio naturale di Ruggero III di Puglia (primogenito di Ruggero II di Sicilia) e di Emma dei conti di Lecce (figlia di Accardo II), divenne conte di Lecce nel 1149. Nel 1180 fondò la chiesa dei S.s. Niccolò e Cataldo che affidò ai benedettini; poco più tardi, riqualificò, in chiave romanica, l’abbazia italo-greca di Santa Maria di Cerrate.

Esule in Grecia per la ribellione a Guglielmo I, detto il malo, e condottiero nelle imprese di Guglielmo II, il buono, successe a quest’ultimo come re di Sicilia, dal 1190 al 1194.